mercoledì 2 novembre 2011

Il Tocco e l’ascolto


Il mese scorso consigliata da uno psicoanalista la signora R. venne nel mio studio. Disse di essere molto sensibile e che difficilmente sopportava di essere toccata, ma sentiva il bisogno di ricevere qualche trattamento sul corpo, sentiva di perdere il contatto con se stessa. Potevo fare qualcosa ? Iniziai chiedendole di raccontarmi la sua storia. Lei con profondo imbarazzo rispose "Venni molestata da piccola e la cosa continuò per molti anni". Da allora, non riesco a sopportare nessun tipo di contatto fisico. Le chiesi se c'era qualche altro episodio di rilievo. Si ritrasse leggermente stringendo le spalle e ripiegandosi sull'addome. Notando questo suo atteggiamento di chiusura le dissi: "Se non vuole parlarne ora, va bene lo stesso". Dopo anni di esperienza, nella mia pratica, sono assolutamente certo che la sicurezza e il supporto sono strumenti essenziali per qualsiasi cambiamento costruttivo. Con mia sorpresa, improvvisamente notai che il suo respiro da affannoso la quale era in precedenza, ritornò pieno e rilassato e il suo corpo si abbandonò al ritmo calmo del suo respiro. Aspettai pazientemente che facesse il secondo passo. Infine disse: "Le molestie erano rituali e sessuali, un baratro senza via d’uscita". Un brivido attraversò il mio corpo; dovetti respirare profondamente più volte per liberarmi dal peso. Continuò raccontandomi molti altri dettagli della sua storia e poi lentamente iniziò a liberarsi. "Circa sei anni fa ho avuto un cancro al seno e ho subito una mastectomia". Quali sofferenze e quanta vergogna deve aver sopportato. Entrambi restammo seduti in silenzio per qualche istante. Infine, quando mi sembrò il caso le chiesi : "Ora che tutta la storia è stata rievocata, cosa ne pensa di lavorare con il suo corpo?" "Ho paura" rispose. "Mi sembra logico" replicai c'è qualcosa che posso fare per metterla più a suo agio?" Mi sorprese quanto quelle mie poche rassicurazioni bastarono per farla rilassare. Lei disse: "Non sono abituata ai dottori che si informano su quello che sento prima di fare qualcosa su di me". Dissi semplicemente: "È una seduta dedicata a lei e al ripristino energetico del suo corpo e penso che io debba sapere da lei, almeno, cosa le da eccessivo disagio . Questo sembrò rassicurarla definitivamente . "Bene", disse alla fine. "Mi sento già meglio. Quando cominciamo?" "Abbiamo già cominciato", risposi. Proviamo alcuni tocchi ?" "La cosa mi rende curiosa, anche se ho un po’ paura". Si distese sul futon. Chiesi: "Qual è secondo la zona migliore per iniziare?" Di nuovo uno sguardo meravigliato e una pausa. "I piedi". " Mi dica come si sente quando prendo contatto con i piedi". Quando mi avvicinai per toccare i piedi sentii che si ritraeva così rimasi a circa cinque millimetri di distanza e chiesi: "Che ne dice se mi tocca lei con i piedi?" Per alcuni secondi si bloccò, poi lentamente inizio ad allungare i piedi e prese contatto con le mie mani. Un leggero sospiro le uscì dalla gola. "Va tutto bene?" Cominciò a piangere sommessamente e poco a poco dopo disse: "È piacevole". La sessione andò avanti in quel modo, lei aveva creato il contatto e a volte cercava di capire con quale parte del corpo preferiva stabilire il contatto. Il mio atteggiamento era di curiosità e profondo ascolto, feci creare a lei il suo primo trattamento energetico . È interessante il fatto che abbia provato un grande senso di liberazione e di gioia con tutti e sei i tipi di tocco. In certi momenti spingeva molto forte o mi chiedeva di premere più forte in altri momenti ci sfioravamo appena.

martedì 1 novembre 2011

Il cuore che ride


La tua vita è la tua vita.                                                                                                                                                                                    
non lasciare che le batoste la sbattano                                                                                                                                        
nella cantina dell'arrendevolezza.                                                                                                                                                         
stai in guardia.
ci sono delle uscite.
da qualche parte c'è luce.
forse non sarà una gran luce
ma la vince sulle tenebre.
stai in guardia.
gli dei ti offriranno delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte
ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
e più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
la tua vita è la tua vita.
sappilo finché ce l'hai.
tu sei meraviglioso
gli dei aspettano di compiacersi in te.
(Charles Bukowski)

venerdì 28 ottobre 2011

Breve glossario psicosomatico




  • ·        Il raffreddore scende quando il corpo non piange.
  • ·        Il mal di gola attacca quando non si comunicano le afflizioni.
  • ·        Lo stomaco brucia quando le rabbie non escono.
  • ·        Il diabete invade quando la solitudine fa male.
  • ·        Il corpo ingrassa quando l'insoddisfazione stringe.
  • ·        Il mal di testa deprime quando i dubbi aumentano.
  • ·        Il cuore desiste quando il senso della vita sembra finire.
  • ·        L'allergia appare quando il perfezionismo diventa intollerabile.
  • ·        Le unghie si rompono quando le difese sono minacciate.
  • ·        Il petto stringe quando l'orgoglio schiavizza.
  • ·        La pressione sale quando la paura imprigiona.
  • ·        Le neurosi paralizzano quando il bambino interiore tirannizza.
  • ·        La febbre riscalda quando le difese distruggono le frontiere dell'immunità.

Prenditi cura dei tuoi bisogni!

giovedì 27 ottobre 2011

Esprimi le tue emozioni!


Lo stress emotivo non espresso crea la "Corazza emozionale"e produce spossatezza, dolori da somatizzazione, difficoltà di digestione, ansia, bulimia, depressione e tante altre piccole e grandi sofferenze. 

mercoledì 26 ottobre 2011

Una nuova realtà


Sta cambiando non solo la visione della coppia, ma anche della famiglia, del lavoro, dell'educazione: sta mutando il nostro rapporto con ogni aspetto del reale. I vecchi codici di traduzione della vita stanno crollando uno a uno, dentro e fuori di noi:Come affrontare questo periodo? La soluzione ideale è entrare nel “non so” e accoglierlo con amore.

lunedì 24 ottobre 2011

L’arte di perdere


L’arte di perdere non è una disciplina dura tante cose sembrano volersi perdere che la loro perdita non è una sciagura. Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta la tortura delle chiavi di casa perse, delle ore spese male. L’arte di perdere non è una disciplina dura. Esercitati a perdere di più, senza paura: luoghi, e nomi, e destinazioni di viaggio. Nessuna di queste perdite sarà mai una sciagura. Ho perso l’orologio di mia madre. Era mia ed è svanita – ops! – l’ultima di tre case amate. L’arte di perdere non è una disciplina dura. Ho perso due vasti regni, due città amate, due fiumi, un continente. Mi mancano, ma non è mica un disastro averle perdute. Nemmeno perdere te (la figura, la voce allegra il gesto che amo) mi smentirà. È chiaro, ormai: l’arte di perdere non è una disciplina dura, benché possa sembrare (scrivilo!) una sciagura. [Elizabeth Bishop (1911-1979), poetessa statunitense]

domenica 16 ottobre 2011

Vivere nel presente

Non avere un ego da proteggere.


Non dover più dimostrare niente né a se stesso né agli altri.




Fare il proprio lavoro, anche quando risulta sgradito,senza lamentarsi...  nel silenzio.


Vivere nel presente, nell’adesso, senza farsi  condizionare negativamente dai ricordi del passato.


Concentrasi  sul dare il meglio di sè istante dopo istante,


perché  solo l’istante esiste.


Dando il meglio, restando sempre nel qui e ora, senza mai farsi


distrarre da pensieri ed emozioni... questa è la via!