martedì 20 settembre 2011

Tutto è impermanente




Panta rei os potamòs (dal greco πάντα ῥεϊ ώς ποταμός), tradotto 
in “Tutto scorre come un fiume” è il celebre aforisma attribuito ad 
Eraclito. «Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e 
non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo 
stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento 
essa si disperde e si raccoglie, viene e va». È una visione che ricorda 
da vicino il concetto Buddista di impermanenza e gli insegnamenti 
del Taoismo cinese, in cui si ricerca la liberazione dall’eterno flusso 
del divenire, dal ciclo continuo di morti e rinascite. Analogamente 
Eraclito sottolinea che v’è un Logos sottostante a questo continuo 
mutamento, un’armonia profonda che governa in modo oscuro e 
inconoscibile la perenne dialettica fra contrari che provoca il divenire perpetuo degli esseri. 
Nel gioco degli opposti il saggio rimane fermo al centro del cosmo, come spettatore del continuo mutare 
delle cose.


«Di questo discorso che è sempre gli uomini sono incapaci di comprensione, né prima di aver sentito parlarne, né dopo aver sentito parlarne la prima volta; e 
anche se tutte le cose avvengono secondo questo discorso, essi si mostrano inesperti, quando si cimentano in parole e in azioni, quali quelle che io presento, 
distinguendo ciascuna cosa secondo la propria natura, 
e spiegando come essa è. Ma agli uomini sfugge ciò 
che fanno da svegli, così come dimenticano ciò che 
fanno dormendo».
Eraclito, Frammento 22 B 1 D

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