venerdì 29 luglio 2011

Amare il piacere

Vivere intensamente la propria sensualità , è catartico e ti consente di allinearti al tuo cammino evolutivo.
Iniziando a godere la vita, immergendoti nel tuo eros, godendo dei piaceri  del corpo, riuscirai a rendere unici  i diversi strati  di consapevolezza in cui condurre  la tua essenza: il tuo corpo-mente-spirito . http://tiascoltoquieora.blogspot.com/p/sesso-amore.html

giovedì 28 luglio 2011

Il mare sono io


Una bambola di sale  non sapeva che cosa fosse il mare.
Un giorno decise di andare alla ricerca del mare.
Camminò per sentieri aridi e
scoscesi, s'inerpicò sui monti e
discese a valle, per contemplare l'immensa luce
bianca del sole sulle onde del mare, quand'era ancora
l'alba. Poi chiese di conoscere: "Che cosa posso fare"?
"Toccami" rispose il mare; la bambola esitò, poi lo toccò
perplessa con le dita di un piede e
incominciò a capire: una parte di sé se n'era andata via!
S'immerse nell'acqua quasi completamente
ancora non capiva che cosa fosse il mare.
E, quando finalmente nell'onda travolgente
il mare l'assorbì, la bambola di
sale, prima di scomparire, mormorò dolcemente: "Il mare sono io".

giovedì 14 luglio 2011

Mamma ansiosa da togliere il fiato



L’ansia o la rabbia della mamma tolgono il respiro al bambino asmatico. Non serve neppure cercare di controllare i propri sentimenti, perché anche reprimendoli si peggiora l’andamento della malattia nei più piccoli. La ricerca pubblicata su BioPsychoSocial Medicine carica di nuove responsabilità il ruolo della donna di casa nell’evoluzione della malattia; non solo come principale responsabile dell’aderenza alle cure, ai controlli, ai consigli del medico, ma anche nei comportamenti e nella relazione di ogni giorno.
LA RICERCA - La conferma di un sospetto che molti pediatri avevano già viene da uno studio giapponese che ha seguito per un anno circa 220 madri di bambini dai 2 ai 12 anni di età che soffrivano di asma. All’inizio del lavoro tutte le mamme sono state invitate a compilare un questionario che comprendeva domande sul loro grado di stress e su come cercavano di gestirlo, sul loro rapporto con i figli e le loro modalità educative, sulla gravità della condizione clinica del piccolo, su quanto ci si attenesse alle prescrizioni dei farmaci e alle raccomandazioni del medico. Dopo un anno, le donne sono state ricontattate, anche per sapere come andava la malattia del figlio, in relazione alla frequenza e all’intensità degli attacchi. Dai risultati è emerso che i comportamenti e gli stati d’animo più deleteri cambiano nettamente a seconda dell’età: i piccoli sotto i sette anni risentono negativamente soprattutto degli stati d’animo di rabbia o irritazione della madre che perdurano nel tempo, indipendentemente dal fatto che essa li esprima apertamente o cerchi di reprimerli o nasconderli; l’asma dei più grandicelli invece tende a peggiorare per lo più in risposta ad atteggiamenti iperprotettivi. Al contrario, se la mamma pensa di più a se stessa, fino al punto da essere classificata come "egoista" nei test psicologici, i ragazzini tirano il fiato, e non solo metaforicamente.
IL COMMENTO - Come si è detto, la particolarità dello studio giapponese non sta nell’aver scoperto un legame tra l’andamento dell’asma e le dinamiche familiari. «Questo è ben noto da tempo - dice Giovanni Cavagni, primario di allergologia pediatrica all’Ospedale Bambin Gesù di Roma -. L’asma è una malattia organica, che dipende dallo spasmo dei bronchi e dall’infiammazione, ma non c’è dubbio che gli attacchi possano essere scatenati anche da fattori emotivi». Entrando nel dettaglio del tipo di sollecitazione responsabile, finora i riflettori erano però puntati soprattutto sugli atteggiamenti critici della madre verso il figlio. «È tipico l’attacco che segue a una sgridata» precisa il pediatra romano, che aggiunge: «Questo però non significa che l’educazione del bambino debba essere condizionata dalla malattia, ma che la malattia, se risente di questi stimoli quotidiani, non è curata in maniera adeguata». Guai, in altre parole, se il timore dell’attacco dovesse impedire ai genitori di intervenire sul bambino come se fosse sano o condizionarli nel suo comportamento con lui. «Anche lo sforzo fisico può scatenare l’asma, ma grazie alle terapie abbiamo campioni olimpici con questa malattia» esemplifica l’esperto. E se si può vincere una medaglia, si può sopravvivere anche a una madre nervosa, ansiosa o iperprotettiva.

mercoledì 29 giugno 2011

Decisione e azione



Per modificare una situazione di sofferenza dobbiamo volerlo con ogni parte del nostro essere, ecco che tutto diviene possibile. Se vogliamo cambiare la nostra esistenza dobbiamo passare all'azione, e la prima azione da fare è proprio prendere nuove decisioni. Probabilmente questo non ci farà cambiare subito, ma ci farà avvertire il cambio di rotta. La decisione è qualcosa di nuovo che non viene dal passato, ma da quello che vuole essere! Ad esempio, , un abbandono può metterci a contatto con il dolore di non aver mai veramente vissuto per noi stessi ma per gli altri. In questo caso, occorre prendere la decisione di occuparsi di sé. La decisione è il punto di partenza.

Abbraccio di coppia

Se vogliamo che la nostra relazione possa crescere, dobbiamo essere  disposti ad aprirci all'altro. Il primo “segno” di apertura è dato proprio dall’abbraccio. All'interno di una coppia la capacità di abbracciarsi costituisce il primo ed essenziale passo per costruire tutto il resto. Se abbiamo voglia di perderci nell'abbraccio allora la coppia ha possibilità di crescere, o di uscire da una crisi e riscoprire nuove dimensioni. L'abbraccio, lo stringersi forte è il primo scambio da cui la relazione prende nutrimento.

domenica 19 giugno 2011

Fragilità

"Il processo della sua crescita somiglia un po' a quello delle perle, più grande e profonda è la ferita, più forte è la corazza che si sviluppa intorno. Poi però con il passare del tempo, come un vestito portato troppo a lungo, nei punti di maggiore uso comincia a logorarsi, fa vedere la trama, ad un tratto per un movimento brusco si strappa. In principio non ti accorgi di niente, sei convinta che la corazza ti avvolga ancora interamente, finché un giorno, all'improvviso, davanti ad una cosa stupida senza sapere perché ti ritrovi a piangere come un bambino"

Susanna Tamaro