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martedì 1 settembre 2020

Se lei o lui ti ha lasciato


Ogni rifiuto è terribile. Ma non c'è motivo per farsi dire cose terribili due o tre volte.

Tra le modalità peggiori di venire scaricati vi è quella tramite messaggio. Se ti dovesse capitare non nascondere la tua delusione, sforzati di lasciarla andare in modo gentile, leggero e con dignità: un "Mi dispiace!" o un "Che peccato!" sono più funzionali di sei messaggi pieni di rancore. Poi ringrazia chi ti ha rifiutato perché è stato onesto e diretto con te e auguragli buona vita, dopodichè cancella il suo numero e le conversazioni, non lasciare traccia e riprendi il tuo cammino.  

giovedì 30 gennaio 2014

E c'è chi ha in sé la verità, ma non la esprime con parole.

domenica 12 maggio 2013

Un'altra modalità esistenziale...


Ci sono teorie  che spiegano l’autismo come un disturbo della sfera percettiva. Gli autistici avrebbero distorsioni costanti nei processi visivo, uditivo, cenestetico, olfattivo, gustativo. Tali distorsioni sarebbero provocate da una sensibilità estrema e, in altri, da una insensibilità altrettanto estrema agli stimoli dell’ambiente. Ogni autistico presenta una sua particolare modalità di reazione abnorme.
Gli autistici visivi percepirebbero cromatismi o segmenti di immagini, nella visuale ordinaria del mondo, da cui non potrebbero distogliere l’attenzione, né convertire in gestalt dotate di senso e la luce, soprattutto, sarebbe fonte di estrema angoscia o acutissimo interesse. Gli autistici uditivi avrebbero un orecchio sensibile al punto che un fruscio potrebbe avere l’effetto di un tuono, mentre per altri un tuono potrebbe avere la stessa intensità di un fruscio. Per i gustativi i sapori sarebbero acutizzati al punto di diventare insopportabili e per i cenestisici la pelle avrebbe una sensibilità facilmente convertibile in dolore.
Essendo assorbiti da un canale percettivo tanto preferenziale da diventare quasi unico, non potrebbero in alcun modo partecipare del nostro consueto  mondo di afferenze , né potremmo noi condividere, con altrettanta acutezza, quella determinata sensazione.
In questi giorni ho conosciuto un autistico visivo e parzialmente cenestesico di nove anni. Lo definisco così poiché mi sembra estremamente sensibile a stimoli visivi di un certo tipo, associati a movimenti particolari. Come guardare il latte che scivola dentro il solco che sta sotto il bordo interno di un bicchiere di plastica.  Lui fa ruotare il bicchiere, tenendolo inclinato, e il liquido s’ incanala seguendo il percorso del minuscolo bordo, senza mai strabordare. Ci vuole ovviamente un moto abile, costante, concentratissimo della mano. Questo esercizio verrebbe eseguito per un tempo probabilmente molto lungo, se non si intervenisse a distogliere l’attenzione del bambino, che si allontana malvolentieri dal suo gioco e vaga con occhi ciechi tra gli oggetti della stanza.
E ancora si potrebbe passare molto tempo con lui,  credo un tempo infinito, con un foglio di plastica blu trasparente  tenuto in modo da essere barriera  tra i volti. A percepire, come dietro un acquario, i piccoli movimenti dell’occhio dell’altro, e la pressione tiepida della punta del naso contro il proprio, scandito dal ritmo della respirazione. L’inspirazione allontana i volti, l’espirazione li avvicina. Questo momento di condivisione percettiva, per dieci minuti circa, genera un profondo senso di stupore e di quiete che si ripresenta ai sensi, a distanza di giorni, come per l’uso di una droga.
Credo che la percezione autistica sia al tempo stesso primordiale ed estremamente raffinata: c’è così tanto in un solo dato sensoriale, da riuscire a calamitare un cervello e un corpo, così come il satellite viene catturato dall’orbita del pianeta.
Se un autistico vivesse 100.000 anni potrebbe forse saziare la sua curiosità relativa a quanto accade nel raggio di un metro quadrato. Lo spazio autistico annienta l’entropia. Si contrappone a Caos.

domenica 9 dicembre 2012

Giocare d'azzardo:vivere di illusioni


In tanti, troppi sperperano il proprio denaro (fino a rovinarsi) tra giochi on line gratta e vinci e videopoker, sempre alla ricerca della "buona sorte" che possa risolvere tutta l'infelicità, fortuna che non si avvererà mai. Siamo capaci di trovare il bosone di Higgs ma il nostro cervello non si è ancora evoluto abbastanza per comprendere che ha vincere non sarà mai il giocatore , ma il banco. 

domenica 16 ottobre 2011

Vivere nel presente

Non avere un ego da proteggere.


Non dover più dimostrare niente né a se stesso né agli altri.




Fare il proprio lavoro, anche quando risulta sgradito,senza lamentarsi...  nel silenzio.


Vivere nel presente, nell’adesso, senza farsi  condizionare negativamente dai ricordi del passato.


Concentrasi  sul dare il meglio di sè istante dopo istante,


perché  solo l’istante esiste.


Dando il meglio, restando sempre nel qui e ora, senza mai farsi


distrarre da pensieri ed emozioni... questa è la via!

martedì 17 maggio 2011

Emozioni limitanti



Apprendere come gestire il proprio stato emotivo è determinante per condurre un'esistenza serena e appagante.In maniera abitudinaria ci lasciamo influenzare da stati d'animo negativi e da esperienze già vissute poco felici che influenzano le nostre scelte rendendoci impotenti.

domenica 20 marzo 2011

Regole per rendersi infelici!

  • Focalizzare la propria attenzione sui difetti.
  • Nutrire ambizioni eccessive.
  • Porsi obiettivi irrealistici.
  • Rimurginare continuamente i propri fallimenti e mancanze.
  • Esprimere emozioni negative.

mercoledì 16 marzo 2011

Non facciamoci violentare

La creazione di bisogni indotti, attraverso modelli e spot pubblicitari, e l'impossibilità per molti di soddisfarli, generano spesso reazioni di frustrazione. La frustrazione è un debito di violenza. (Il denaro in testa di V. Andreoli) 

mercoledì 2 marzo 2011

Relazione d'amore

L’obiettivo ultimo di una relazione è l’amore. Qualora non l’aveste notato, un obiettivo è qualcosa che si raggiunge dopo duro lavoro…
(Yehuda Berg)


sabato 5 febbraio 2011

Relazioni distruttive... possiamo scegliere !

• Stanchezza cronica e   apatia.
• Una vita in “sordina”.
•  Incapacità di provare piacere e gioia.
• Non riuscire a portare a termine ciò che si vuole.
• Perdita di desiderio e soddisfazione sessuali.
• Perdita dell'autostima.
• Vivere con il rimpianto del passato.
• Senso di colpa costante.
• Perdita del sorriso.


Vi sono familiari questi disagi esistenziali ? 
Se la risposta è "SI",  è arrivato il tempo di prendere le distanze dalle relazioni distruttive! 

giovedì 3 febbraio 2011

La Relazione sana

"Io faccio la mia cosa e tu fai la tua.
Non sono in questo mondo per esaudire le tue aspettative come tu non sei in questo mondo per esaudire le mie.
Tu sei tu ed io sono io, e se per caso ci incontriamo sarà bellissimo,
altrimenti non ci sarà nulla da fare"
 (B.Perls)


La relazione sana,  sorge solo da una ineludibilè capacità di vivere da  soli, da una matura gestione della propria solitudine, che consente di approcciarsi all'altro/a, non come supporto utile a stabilire una forma di relazione di dipendenza, ma una condivisione in cui le individualità pur diventando uno, non perdono se stessi! 

domenica 23 gennaio 2011

Il counselor aiuta ad aiutarsi



Il counseling non è terapia non è una cura per guarire. Il counselor non cura, il counselor ha cura. Il counseling è una relazione di aiuto; aiuta ad aiutarsi ! Non è una cura, dove un soggetto mette nelle condizioni di oggetto un altro soggetto. 
Il counselor non si sostituisce al medico, non da indicazioni, non da consigli; ascolta e crea una relazione che consente di prendersi cura da e di se stesso.


Un colloquio preliminare gratuito fornisce la possibilità di stabilire un primo contatto tra Counselor e Cliente e rende possibile un’iniziale definizione del problema.

Ricevo su appuntamento a Ragusa e On line in tutta Italia: mirabellagiuseppe@hotmail.com
Per un contatto immediato 339.44.42.385 (Dott.Giuseppe Mirabella)

sabato 8 gennaio 2011

Momenti difficili.

A chi non  è capitato di dover affrontare momenti difficili dell'esistenza, determinati da circostanze problematiche che hanno creato tensioni, mancanza di lucidità, scarsa fiducia in se stessi. Tutto ciò porta all'instaurarsi di meccanismi mentali da cui è particolarmente difficile uscirne indenni . In queste situazioni  il Counselor può essere di grande aiuto!


Per un contatto immediato

Cell. 339 4442385 Dott. Giuseppe Mirabella

Riceve a Ragusa e On line in tutta Italia (mirabellagiuseppe@hotmail.com)

venerdì 7 gennaio 2011

Il Divino è Donna.


Il sesso è piacere, gioia, mai violenza e mortificazione. I condizionamenti della religione, un certo tipo di educazione familiare, la frequente prevaricazione dell'uomo sulla donna, l'hanno privato della sua dimensione evolutiva. E' necessaria una sessualità dove la donna possa esprimere pienamente se stessa e il divino che c'è in lei!  

mercoledì 5 gennaio 2011

Il counselor; l'esperto della relazione d'aiuto.

Il Counselor è un professionista che opera nell’ambito della relazione d’aiuto.
Tra Counselor e Cliente si stabilisce una relazione d’aiuto dove l'obbiettivo è il superamento della condizione di disagio, attraverso la valorizzazione delle risorse e la maturazione emotiva dell'individuo.
Il Counselor utilizza principalmente tre strumenti: 
• Ascolto
• Mediazione 
• Empatia
Il percorso viene svolto all'interno  di un setting,  organizzato in sedute individuali o di gruppo limitate nel tempo.
Un colloquio preliminare gratuito fornisce la possibilità di stabilire un primo contatto tra Counselor e Cliente e rende possibile un’iniziale definizione del problema.

Dott. Giuseppe Mirabella 
Riceve a Ragusa e On line in tutta Italia 

giuseppe-mirabella

 Per appuntamento contattare il numero
Cell. 339 4442385

sabato 25 dicembre 2010

Auguri,buone feste

Auguro a tutti Voi un Natale all'insegna della consapevolezza, un Natale che sia ciò che veramente rappresenta; Il mutamento tra il buio e la luce! Buon Natale, oggi, ogni giorno, adesso!

Dott. Giuseppe Mirabella

martedì 14 dicembre 2010

Cosa sei disposta/o a fare per essere felice?


In tanti vorrebbero essere più felici, a patto però di non fare nulla di impegnativo per cambiare, niente fatica. Ma è solo liberandosi dalle abitudini, dal procrastinare, da scuse, giustificazioni e autoindulgenza, che si può essere diversi e migliorare!