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martedì 12 giugno 2012

Compassionevole attenzione



“Mi sorprende sempre come, se solo la lasciate parlare, se solo dimostrate totale e compassionevole attenzione, la gente dice cose di insospettata profondità […]                      Tutti hanno una loro saggezza nei confronti della vita e, se lasciate parlare, questa saggezza viene fuori. Mi ha sempre commosso la possibilità di aiutare le persone ad aiutarsi aiutandole a scoprire la loro verità; una verità la cui ricchezza, dolcezza e profondità forse non hanno mai sospettato. La fonte della guarigione e della consapevolezza è sepolta in profondità dentro di noi, e il vostro compito non è mai, in nessuna situazione, quello di imporre le vostre credenze ma di permettere agli altri di scoprire le proprie.”  Sogyal Rinpoche

venerdì 9 marzo 2012

Cambiare si può



Soltanto fino ad alcune decine di anni fa, la scienza ci aveva portato spesso a credere che fossimo predestinati dalla genetica, ostacolati dal condizionamento e che bisognasse rassegnarsi alla proverbiale idea che fosse impossibile abbandonare le vecchie abitudini per impararne di nuove. Tuttavia, quello che si è scoperto studiando negli ultimi anni il cervello e i suoi effetti sul comportamento deve renderci enormemente fiduciosi della nostra capacità di cambiare. Avevamo solo bisogno di sapere come fare e oggi la neuroscienza ci viene in soccorso. Le nuove scoperte delle neuroscienze, della neurofisiologia, della biologia, e della genetica, indicano che possiamo davvero modificare il nostro cervello e cambiare la nostra vita. Nella nostra mente, nel nostro modo di pensare, nei nostri atteggiamenti e nelle nostre credenze sono presenti e a nostra disposizione grandi potenzialità, che finora abbiamo ignorato e mai utilizzato.

venerdì 3 febbraio 2012

Realizzare se stessi

Per realizzare il nostro vero sé, è necessario liberarci dai pregiudizi imposti dalla società e vivere in maniera più autentica e consapevole. Solo prendendo in esame la nostra vita, le nostre convinzioni e valori, possiamo intraprendere il viaggio alla scoperta di chi siamo davvero.

martedì 3 gennaio 2012

Maghi medium fattucchiere e negromanti


Attenzione, state alla larga da maghi medium fattucchiere e negromanti, possiedono un repertorio di tecniche per persuadere i loro clienti di possedere doti paranormali e di essere in grado di comunicare con gli spiriti dei defunti. Essi fanno leva sui meccanismi mentali degli essere umani, particolarmente su quelli che entrano in gioco quando si vive un lutto: rimorso e sensi di colpa depressione ritiro sociale, desiderio di contatto con lo scomparso, tendenza a illusioni e allucinazioni possono essere alimentati opportunamente o addirittura instillati apposta e produrre una profonda prostrazione che rende le persone dipendenti e suggestionabili. 
Nel caso del lutto, la persona colpita dalla perdita di una persona cara può essere convinta a ricorrerà a pratiche che impediscono il progressivo svincolamento dalla sofferenza, e rimanere nella fase di depressione oltre i limiti normali ( elaborazione del lutto), magari perchè le viene detto che "l'anima dello scomparso non è ancora purificata, o sta ancora soffrendo" o cose simili che alimentano i fisiologici sensi di colpa di chi ha perduto una persona amata.
In caso di stati di sofferenza psicologica (ma anche fisica) il mago può impedire il ricorso a figure professionali serie (medici psicologi) e indurre così peggioramenti della salute che a volte sono poi veramente difficili da correggere.

Per chi volesse approfondire l’argomento, un valido testo è: TECNICHE DI CONTROLLO MENTALE ( aut. Matteo Rampin ed. Aurelia, 2004 )

mercoledì 21 dicembre 2011

Auguri di cuore e buone festività a tutti


Auguri di cuore e buone festività a tutti, possiate festeggiare il Natale sulla base dei valori che per voi contano, quelli che scaldano il cuore, che vi danno gioia, che non hanno prezzo…


Natale è vicino! Come lo vivremo quest'anno? Con quale spirito? Con quali sentimenti?
Nel suo significato spirituale, il Natale celebra la nascita della Luce, Luce che è conoscenza, affermazione dei valori dell'Anima e dei rapporti umani.
In tutte le epoche il Natale è stato considerato e osservato come tempo di nuovi inizi, di migliori contatti umani e più felici rapporti tra le famiglie e le comunità. Tuttavia, quel semplice Natale che sarebbe piaciuto al “cuore del Cristo”, è degenerato in un turbine di spese e d’acquisti, contaminato dal materialismo del “vecchio mondo” che oggi va abbandonato.  Per  fare posto ad un nuovo approccio esistenziale  basato sul rispetto della vita e sulla liberazione dalla materia, sulla costruzione dei retti rapporti, sulla condivisione e la buona volontà. Celebriamo il Natale, dunque, con l'intento di celebrare la nascita di questi valori, affinché possano concretizzarsi in Terra!


domenica 16 ottobre 2011

Vivere nel presente

Non avere un ego da proteggere.


Non dover più dimostrare niente né a se stesso né agli altri.




Fare il proprio lavoro, anche quando risulta sgradito,senza lamentarsi...  nel silenzio.


Vivere nel presente, nell’adesso, senza farsi  condizionare negativamente dai ricordi del passato.


Concentrasi  sul dare il meglio di sè istante dopo istante,


perché  solo l’istante esiste.


Dando il meglio, restando sempre nel qui e ora, senza mai farsi


distrarre da pensieri ed emozioni... questa è la via!

domenica 9 ottobre 2011

Il tempo è un emozione

"Il tempo è un emozione, ed è una grandezza bidimensionale, nel senso che lo puoi vivere in due direzioni diverse, in lunghezza e in larghezza! Se lo vivete in lunghezza, in modo monotono sempre uguale... dopo 60 anni voi avrete 60 anni! Se invece lo vivete in larghezza, con alti e bassi... innamorandovi, magari facendo pure qualche sciocchezza, allora dopo 60 anni avrete solo 30 anni! Il guaio è che gli uomini studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla!"


domenica 2 ottobre 2011

Autorealizzazione



Per Autorealizzarsi nella Vita, occorre:
  • ·         aumentare la flessibilità mentale;
  • ·         aumentare la forza interiore;
  • ·         modificare ciò che non va nella propria vita;
  • ·         migliorare i rapporti interpersonali.

E il counselor può aiutarti a farlo!

venerdì 30 settembre 2011

Elogio Alla Follia - Erasmo Da Rotterdam




Ora, tuttavia, devo esprimere la mia meraviglia per l'ingratitudine, o, come dire?, per l'indifferenza dei mortali. Tutti mi fanno la corte e riconoscono di buon grado i miei benefici, eppure, in tanti secoli, non si è trovato nessuno che desse voce alla gratitudine con un discorso in lode della Follia, mentre non è mancato chi con lodi elaborate ed acconce, e con grande spreco di olio e di sonno, ha tessuto l'elogio di Busiride, di Falaride, della febbre quartana, delle mosche, della calvizie, e di altri flagelli del genere.

Empatia e ascolto


‎
"La nostra prima reazione di fronte all'affermazione di un altro è una valutazione o un giudizio, anziché uno sforzo di comprensione. Quando qualcuno esprime un sentimento o un atteggiamento o un'opinione tendiamo subito a pensare "è ingiusto", "è stupido", "è anormale", "è irragionevole", "è scorretto", "non è gentile". Molto di rado ci permettiamo di "capire" esattamente quale sia per lui il significato dell'affermazione." (Carl Rogers)

domenica 18 settembre 2011

Il principe che stava morendo




“In un tempo lontano un re e una regina stavano trascorrendo il loro peggiore anno di sempre.
Il loro figlio, il loro unico figlio, il Principe, da diversi giorni dava segni di sofferenza.
Era a letto, non riusciva ad alzarsi dalla stanchezza.
I medici chiamati, i migliori medici del regno, non sapevano che dire e che fare.
Nessuna medicina sembrava dare sollievo al principe.
I giorni passavano e il principe peggiorava.
Oramai il re e la regina erano disperati.
Temevano per la vita dell’unico adorato figlio, ancora così giovane.
Un giorno, quando ormai le speranze erano perse, si presentò a corte un povero contadino.
Disse che poteva aiutare il principe.
Nella foresta, a molte ore di cammino dal castello, c’era una fontana da cui sgorgava un’acqua pura che, a detta del contadino, avrebbe guarito il principe.
Il re e la regina non sapevano cosa fare. Ma non rimaneva altro che quella proposta del contadino.
Ordinarono ai servi di preparare una carrozza che avrebbe portato il principe nella foresta.
Ma il contadino intervenne e disse che la condizione essenziale perchè esistesse qualche possibilità di guarigione era che il principe camminasse da solo con le proprie gambe fino a quella fontana.
Tra mille dubbi e perplessità il re e la regina convinsero il principe ad alzarsi dal letto e ad intraprendere quel viaggio della speranza.
Camminarono ore ed ore, il principe e il contadino, prima di arrivare all’acqua miracolosa.
Il principe, distrutto dalla lunga camminata, bevve tantissimo da quella fontana.
L’acqua era fresca, buonissima.
Ne bevve così tanta che poi, pieno di stanchezza, si distese sull’erba e si addormentò.
Al risveglio il principe si sentiva meglio, bevve un’altro pò e se ne tornò, insieme al contadino, al castello.
Il re e la regina si accorsero subito del cambiamento e, sorpresa delle sorprese, il giorno dopo, senza dir nulla a nessuno, il principe ripartì a piedi e se ne tornò alla fonte magica a bere quell’acqua.
E così fece per molti giorni a venire.
Il Principe si sentiva sempre meglio, forte e robusto.
Era ormai guarito bevendo semplicemente acqua di sorgente e camminando per ore ed ore tutti i giorni”.

domenica 11 settembre 2011

Dipendenza d'amore



Manipolare l'altro significa sfruttarlo per il proprio vantaggio. La manipolazione ordinaria, i piccoli trucchi, fanno parte della vita quotidiana di ogni coppia; il perverso narcisista, invece, seduce per meglio colpire dopo.
Dà l'impressione di farsi in quattro per la sua compagna ma, in realtà il suo scopo è quello di distruggere, e possiede l'arte di rovesciare ogni situazione presentandosi come vittima.
Grazie ad una manipolazione costante ed insidiosa, egli modella, a forza di critiche, la personalità stessa dell'altro, che perde la sua autostima e la sua volontà, sfociando nella depressione, ormai dipendente, incapace di andare avanti... Questa violenza psicologica é distruttiva quanto la violenza fisica. (tratto da la manipolazione affettiva nella coppia)

Film consigliato: Primo amore di Matteo Garrone

lunedì 5 settembre 2011

Se vuoi puoi

Possiamo essere noi, grazie al potenziale illimitato della nostra mente, a decidere se una cosa è possibile oppure no. Inizia ora, prova a leggere il messaggio cifrato contenuto nell'immagine  ... per riuscirci occorre naturalezza e spontaneità.
Fatto... possiedi un potenziale illimitato! La tua mente può aiutarti a risolvere qualunque problema, crisi, timori, ansie. Devi solo comprendere come fare , ed io  Posso aiutarti ad ottenere il meglio di Te. 



venerdì 2 settembre 2011

Il legame con gli altri



Se non sono responsabile per me, chi lo sarà? Ma se lo sono per me stesso soltanto, che cosa sono? E se non me ne preoccupo abbastanza adesso, allora quando?
Hillel, Le Traité des Pères

Ricordo un'anziana signora che andavo a visitare a domicilio perché aveva paura a muoversi, soffriva di enfisema e doveva essere sempre collegata alla bombola di ossigeno. Ma il suo problema più serio era la depressione: a settantacinque anni non c'era più niente che la interessasse, si sentiva svuotata, ansiosa e aspettava la morte. Naturalmente dormiva male, non aveva appetito e passava le giornate a compiangersi. Eppure, non potevo fare a meno di restare impressionato dalla sua intelligenza e dalla sua evidente competenza in molti campi. Per molto tempo la signora era stata assistente di direzione e da lei emanavano un'aria di precisione e un'autorità naturale che persistevano nonostante le sue condizioni. Un giorno le dissi: “So che lei si sente molto male e che ha bisogno di aiuto, ma è anche una donna con tante qualità che potrebbero essere estremamente utili alle persone che ne sono prive. Che cosa fa per aiutare gli altri?” Lei fu molto stupita del fatto che il suo psicologo le facesse una domanda del genere. Ciò nonostante, la vidi quasi rianimarsi e una luce di interesse le brillò negli occhi. Dopo il nostro colloquio, decise di impegnare qualche ora per insegnare a leggere ad alcuni bambini poveri. Non fu facile, perché spostarsi le causava notevoli difficoltà, e non tutti i piccoli che seguiva si dimostravano riconoscenti, per non parlare di quelli caratterialmente difficili. Ma quell'impegno diventò una parte importante della sua vita. Le diede un obiettivo, la sensazione di essere utile, e l'ancorò nuovamente alla comunità da cui l'età e l'invalidità l'avevano staccata.Guarire, di David Servan-Schreiber

sabato 6 agosto 2011

Hobby vs lavoro


La differenza che un atteggiamento può determinare nel nostro approccio al lavoro è ben esemplificata dalla famosa storiella dei tre muratori. Erano tutti e tre impegnati a costruire un muro di mattoni quando un tizio si avvicinò e chiese a ciascuno di loro cosa stesse facendo. Il primo sbottò: " sto mettendo dei mattoni. Cos'altro diavolo starei facendo,secondo te?" Il secondo sospirò:" mi sto guadagnando da vivere." Ma il terzo indicò il cielo con un gesto e disse:" sto costruendo una cattedrale!"
Qual’é la differenza tra un hobby e un lavoro? Nessuna. O meglio c’é una differenza ed é, un approccio mentale errato.   Quando ci dedichiamo ad un hobby, lo facciamo con gioia, come se fosse un gioco, quindi, ci divertiamo.
C’é accettazione, amore e creatività. Quando “dobbiamo” lavorare e sottolineo dobbiamo, allora sorge in noi un rifiuto. Lo sentiamo come un dovere. Non é un piacere, diventa un’imposizione. Non ci sentiamo liberi. Ma il problema é solo nella nostra mente. La vita é creazione ed attraverso il lavoro si onora il creato. Ci si sente vivi e parte del tutto. Occorre iniziare ad amare il lavoro, farlo con creatività. La domanda da porsi sempre é: Esiste un modo per farlo meglio? Si deve andare alla ricerca dell’automiglioramento e coinvolgere tutto il nostro essere in ogni atto. Così anche le mansioni più ripetitive e banali possono diventare lo specchio della nostra esistenza. Noi trascorriamo la maggior parte della giornata lavorando e se non amiamo il lavoro, probabilmente finiremo per non amare la nostra vita. Dunque, bisogna progettare la propria esistenza affinché attraverso la retta rappresentazione concettuale,(*) si possa decidere il proprio lavoro. Non ci sono scuse, non è mai troppo tardi e se vogliamo, possiamo fare ciò che per noi è il meglio e trasformare la nostra vita in un capolavoro. ( Brano tratto dal mio libro “ Il coraggio di essere uomini, edito dalla biblioteca di Babele)

(*) La retta rappresentazione concettuale indica quei pensieri, programmi e teorie che sorgono dal giusto punto di vista, e cioé né troppo ideali e senza concretezza né troppo materiali e triviali. É la seconda rettitudine del nobile ottuplice sentiero ed é stato emanato dal Buddha.

sabato 7 maggio 2011

Counseling e dimagrimento

Quante volte in passato, con grande fatica e tentando di tutto, dalla dieta all’attività fisica estenuante sei dimagrita/o e poi nuovamente ingrassata/o senza riuscire mai a far la pace, in maniera definitiva con lo specchio ?
Il punto è che  è che se  non attivi un cambiamento profondo , il risultato non sarà mai permanente!
Puoi modificare il tuo atteggiamento esteriore ma senza il necessario supporto è un’impresa ardua convincere la tua mente !
Il counselor può aiutarti!

giovedì 5 maggio 2011

Hobby vs lavoro




La differenza che un atteggiamento può determinare nel nostro approccio al lavoro è ben esemplificata dalla famosa storiella dei tre muratori. Erano tutti e tre impegnati a costruire un muro di mattoni quando un tizio si avvicinò e chiese a ciascuno di loro cosa stesse facendo. Il primo sbottò: " sto mettendo dei mattoni. Cos'altro diavolo starei facendo,secondo te?" Il secondo sospirò:" mi sto guadagnando da vivere." Ma il terzo indicò il cielo con un gesto e disse:" sto costruendo una cattedrale!"
Qual’é la differenza tra un hobby e un lavoro? Nessuna. O meglio c’é una differenza ed é, un approccio mentale errato.   Quando ci dedichiamo ad un hobby, lo facciamo con gioia, come se fosse un gioco, quindi, ci divertiamo.
C’é accettazione, amore e creatività. Quando “dobbiamo” lavorare e sottolineo dobbiamo, allora sorge in noi un rifiuto. Lo sentiamo come un dovere. Non é un piacere, diventa un’imposizione. Non ci sentiamo liberi. Ma il problema é solo nella nostra mente. La vita é creazione ed attraverso il lavoro si onora il creato. Ci si sente vivi e parte del tutto. Occorre iniziare ad amare il lavoro, farlo con creatività. La domanda da porsi sempre é: Esiste un modo per farlo meglio? Si deve andare alla ricerca dell’automiglioramento e coinvolgere tutto il nostro essere in ogni atto. Così anche le mansioni più ripetitive e banali possono diventare lo specchio della nostra esistenza. Noi trascorriamo la maggior parte della giornata lavorando e se non amiamo il lavoro, probabilmente finiremo per non amare la nostra vita. Dunque, bisogna progettare la propria esistenza affinché attraverso la retta rappresentazione concettuale,(*) si possa decidere il proprio lavoro. Non ci sono scuse, non è mai troppo tardi e se vogliamo, possiamo fare ciò che per noi è il meglio e trasformare la nostra vita in un capolavoro. ( Brano tratto dal mio libro “ Il coraggio di essere uomini, edito dalla biblioteca di Babele)

(*) La retta rappresentazione concettuale indica quei pensieri, programmi e teorie che sorgono dal giusto punto di vista, e cioé né troppo ideali e senza concretezza né troppo materiali e triviali. É la seconda rettitudine del nobile ottuplice sentiero ed é stato emanato dal Buddha.

sabato 30 aprile 2011

Il segreto è l'azione!

Dovrebbero insegnarci a non aspettare
di essere ispirati per iniziare qualcosa.
È l’azione a generare l’ispirazione.
L’ispirazione di rado genera l’azione.”
( Frank Tibolt)

martedì 19 aprile 2011

Dov'è il tuo cuore ?



Dov'è il tuo tesoro,là sarà anche il tuo cuore. (Matteo 6,21) ... il counseling illumina la stanza del tuo tesoro!

venerdì 15 aprile 2011

Limiti autoimposti

Da sempre vediamo i problemi come ostacoli che ci vengono imposti da un destino sfortunato, barriere insormontabili che dobbiamo scalare, a fatica, per vedere uno spiraglio di luce prima del prossimo muro. Ma tutti questi ostacoli, in realtà, sono solo dentro di noi.